Non serve a nulla cercare in queste linee di ripetere sempre le stesse cose riguardo un tema cosi tante volte trattato. Tutti parlano dell’arte sempre nella stessa maniera,orami è inutile continuare a parlare di concetti come ricerca,composizione ecc. ecc. se queste parole riescono solo ad allontanarci dalll’opera in questione.Importante è invece rompere la barriera che separa l’artista del suo pubblico,l’opera e il suo fruitore. Non vogliamo piu sentire parlare questi artisti che ci parlano dei suoi processi,delle sue ossessioni camuffando cosi la vacuità delle proprie opere.Intenere un’opera come un’opera d’arte e determinare il suo valore aggiunto,e questa è una delle caratteristiche delle opere di Giorgio Guzman,uno che non vuole essere “intrappolato” sotto la definizione di “artista”. Questo secondo lui lo allontanerebbe del suo pubblico e lo inghiottirebbe dentro i vizi e paure del “mondo dell’arte”. Nato in Colombia,studente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e viaggiatore post punk che attualmente riesce a fare due mostre tra l’Europa e l’America,questa volta ci propone uno studio,una lettura contemporanea del disegno di Leonardo Da Vinci.
Sergio Munitz
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