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Giovane esordiente all´esposizione con dei lavori di tipo onirico visionario ottenuti trasportando, come farebbe un cantastorie quando raffigura momenti di scene ironiche, irridenti, olii alle tele, con personaggi alla ricerca del limite della realtà, del confine, del caso strano. Piani solidi che si scambiano dimensioni e posizioni, comunità di immagini, blocchi colorati dal pensiero, che fanno ridere e piangere, generando un sotto sopra della mente, capovolgendo i sogni in scenari. Pittura che innesca un quasi simultaneo rapporto tra colori e configurazioni per cui le immagini stravaganti possono essere percepite come reali, effetti presenze oggettive. Pitture dei sogni che, come le visioni sono continue, aderiscono, alle realtà. Immagini pittoriche che condensano la temporalità proprio perché tentano la raffigurazione, oggettiva, di dimensioni vissute oniricamente. Realtà che diventano simboliche, rimandi, allusioni, viaggi spazio_temporali, surrealtà, casi del caso. Situazioni che si possono perciò percepire come immediatamente vicine e come lontane, appartenenti al presente attuale, ma anche al passato e al futuro. Percezioni queste aumentate anche dai movimenti
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estetico compositivi e dalla consistenza delle cose e dei soggetti in scena. Introduce infatti degli elementi permanenti della scene che danno moto agli sfondi stanze con scale, cubi, piastrelle, pezzi di alti e di bassi, sali scendi, variando grandezze di oggetti, soggetti, e distanze. Le popolazioni di questi quadri - autoritratti, donne, cavalli, pesci, uccelli, tori, scale, mulini, oggetti per misurare il tempo, pendole, piani erbosi - colpiscono con intenti ironici, sarcastici, attrazioni derisorie e laceranti, verso sé e verso l´esterno. Esempio il quadro "Irognanza", che starebbe per con ironia, è una maschera mimica per dire che qualunque cosa faccio è comunque fatta da me, ne sono responsabile, comunque vada: la mano che tende i fili del soggetto appeso è anche quella che guida le sue azioni. Sono scene storie con cui si cerca l´estensione, l´uscita dal proprio viaggio mentale, per approdare al fuori mondo. Con stravaganti combinazioni, che tali devono essere riconosciute e sentite, per aderire, toccare e fugare le realtà, questi quadri sono insiemi irreali di cose reali. Colori che diventano soggetti e oggetti di pubblica visione, immaginario interiore che si fa scena pittorica. 
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